5 minuti

Tanto basta.

5 minuti prima eri avvinghiato a me come una cozza allo scoglio. Con il terrore negli occhi al pensiero che ti lasciassi solo in balia dei 30 cm di acqua, minacciosi, sotto i tuoi piedi.

5 minuti dopo sguazzavi da solo con i tuo braccioli, tutto fiero di farmi vedere come eri bravo a stare a galla da solo.

Non esagero, 5 minuti. Tanto basta.

Tanto basta perché la verità mi si “riveli” ancora una volta improvvisamente davanti, quasi come una schiaffo sul viso: anche tu stai diventando grande.

Improvvisamente, il tempo di 5 brevissimi minuti.

5 minuti prima il mio intento era quello di farti vincere la paura dell’acqua. Accompagnarti lungo un altro passo del tuo percorso. Insegnarti. Aiutarti. Farti capire che non c’era nulla di cui avere così paura e quanto potesse essere divertente fare un bagno al mare. Giocare con i tuoi fratelli e con le onde. 

Piano piano. Gradualmente. Fiero dei progressi che giorno dopo giorno arrivavano.

Prima non volevi nemmeno infilare i braccioli, al solo pensiero che sarebbero serviti per entrare in acqua.

Poi piano piano “sei entrato” in acqua comodamente seduto sulle mie spalle, ben al riparo da qualsiasi contatto.

Ed ecco che riesco a metterti i braccioli e concedi che l’acqua ti arrivi alle ginocchia, per poi scendere dalle mie spalle e immergerti.

Ancorato mani e piedi al mio corpo. Artigliato. Avvinghiato. Come un cozza. 

5 minuti prima.

5 minuti dopo … distratto dal caos che facevano i tuoi fratelli (probabilmente litigavano)… ti sei “scoperto” retto solo dai braccioli. A galla. Con le mie mani che si erano piano piano staccate da te.

Non è stato più lo stesso.

Dentro e fuori dall’acqua. Da solo ovviamente.

“Vado a dire una cosa a Nonna” … e andavi a riva per poi tornare da noi dentro al mare.

“Guarda cosa so fare io!”

“Guarda come nuoto io!”

“Guarda come vado veloce io!”

5 minuti prima mi impegnavo a farti crescere, fiero di poterti aiutare.

5 minuti dopo, in un angolo (non tanto) remoto del mio cervello, il mio unico pensiero era “ora non starai mai più così avvinghiato al mio corpo, così bisognoso di me”.

Solo 5 minuti. Per scoprire un volta di più tutto quello che rappresenta essere genitori.

Gioia. Orgoglio. Fierezza.

Tristezza. Malinconia. Nostalgia.

Nostalgia di momenti che non torneranno più. Dei quali ti rendi conto quanto ti abbiano riempito e nutrito solo quando ti accorgi che se ne sono andati.

Fortunatamente basta poco però per accantonare la malinconia e farsi sommergere nuovamente dalla gioia, dalla fierezza e dall’orgoglio di accompagnarvi verso nuove scoperte.

E ogni tanto farsi coccolare dai ricordi di quei tanti 5 minuti, che sono disseminati in tutti gli anfratti del nostro cuore.

Questo è il nostro compito. Questo è il mestiere (forse) più difficile e (sicuramente) più bello che la vita ci ha riservato.

E via così.