Meglio di così….

Ho vissuto gioie più grandi nella vita, non c’è dubbio. Quando siete venuti al mondo per esempio, o il giorno che sposato Mamma. E, senza “scomodare” giornate così nobili, anche tante altre gioie regalate da momenti più “anonimi” rispetto a occasioni come quelle.

Tuttavia… le 12 ore che ho condiviso martedì scorso con voi due “grandi” sono state memorabili e le porterò con me per tutta la vita. Come immagino sarà anche per voi, che seppure quelli “grandi” … rimanete ancora “piccoli”. In quell’età in cui si formano quei ricordi che poi, col passare degli anni, acquisiscono quel non so che di fantastico.

Un’avventura straordinaria iniziata in realtà ben prima di quelle dodici ore, quando con un click su Internet, e qualche soldino ben speso, mi assicuro i biglietti per la nostra prima partita di Champions League. E che partita: Roma – Chelsea!

Poi il momento in cui vi ho detto che saremmo andati. La vostra gioia. Quella esplicita e trasparente di Leo, a volte anche straripante. Quella contenuta, anche un po’ mascherata di Elia.

L’attesa delle settimane e dei giorni precedenti, mentre ci avvicinavamo all’evento. Con la Roma che ci caricava ancora di più con il suo cammino entusiasmante, che ci faceva capire che quella che avremmo vista sarebbe stata una partita davvero importante e spettacolare.

Finalmente poi arriva il giorno. Avvisiamo che salterete gli allenamenti. <<Elia, ricordati di avvisare che oggi non vai al Collage>>, <<Leo, tu avvisa Marco che oggi non andrai a musica>>. Mamma ha già preparato ieri sera i vostri documenti e la valigia per la notte dai Nonni. La mattina al lavoro stampo i biglietti. Alle 12.45 prendo Elia a scuola, insieme andiamo a comprare il pane. Mamma ha già preso gli affettati. Pranziamo a casa e lasciamo pronto per Leo che arriverà alle 14. Intanto preparo i panini per il viaggio e per stasera. Chiudo la valigia e prepariamo lo zaino: the in cartone (così ce lo fanno entrare allo stadio), qualche merendina, le fonzies, due bottiglie di acqua (per il viaggio), i panini. Arriva Leo, mangia, si cambia e saliamo in macchina. Sessanta euro in tasca (per le emergenze), il pieno nella macchina, fatto la mattina prima di accompagnarvi a scuola.

Ore 14.30: si parte. Abbigliamento di ordinanza. Tuta della Roma, sciarpe, cappelli, magliette di Totti.

Il viaggio forse è la parte che più porterò con me. Tante chiacchiere. In serenità, parlando di tutto e di più. Vicino a me davanti, uno di voi a turno. Metà viaggio per ciascuno. L’occasione buona per parlare della scuola e di questo primo mese e mezzo, specialmente con Leo alle prese con la nuova avventura delle medie. Mi racconti tante cose, mi fa piacere. Del resto, fortunatamente sei sempre abbastanza trasparente e senza filtri, nel bene e nel male. Parliamo anche di calcio, quello che giocate a Lugagnano e quello che ci aspetta stasera all’Olimpico: Fantastichiamo sulle possibili combinazioni di classifica se stasera dovessimo vincere…

Giochiamo. Il gioco di indovinare un personaggio, che ripetiamo un sacco di volte. Uno pensa ad un personaggio, gli altri devono indovinare facendogli delle domande, cui si può rispondere solo si o no. Lo facciamo sempre in macchina, nei viaggi lunghi. Anche con Mamma e Davide. Ma oggi siamo solo noi tre, e questo mi piace molto. Si è creata una certa di intimità.

A Montepulciano la sosta nell’autogrill che tanto vi piace, dove c’è la macchina del caffè. Cioccolato caldo per Elia, “latte” per Leo, Caffè alla nocciola per me (buono!). Ma dobbiamo fare presto perché siamo stretti con i tempi. Si riparte, ore 17.30, manca circa un’ora a Roma Nord. Si sta facendo buio. Ogni tanto guardiamo il cielo che si è colorato di rosso e le nuvole, per indovinarne le forme.

Roma Nord. Si comincia a respirare l’aria della Capitale. Ogni volta che ci torno mi si riaccende un pezzo di cuore e ho quella bella sensazione di sentirmi di nuovo a casa. In 10 minuti siamo sul raccordo. Sono quasi le 19. L’impatto col GRA mi ricorda che la lotta per la “sopravvivenza” la fa da padrona nel traffico e devo schivare una macchina che azzarda una manovra diciamo … “audace”. Google Map è un intreccio di righe rosse e arancioni e ci dice che saremo all’Olimpico intorno alle 19.30.

Passano i minuti e ci avviciniamo, ma il navigatore dice che il tempo per raggiungere la nostra meta aumenta invece che diminuire… Questo vi fa ridere. Maciniamo la strada che rimane e pian piano ci siamo. Sono da poco passate le 19.30 e in effetti tutto intorno a noi c’è gente bardata di giallorosso che cammina verso un’unica direzione, quella illuminata dai riflettori, che ci fanno capire che siamo arrivati. L’emozione è sempre più viva, siamo sempre più vicini alla meta.

Ci rimane “solo” da trovare un parcheggio. Ma presto mi rendo conto che sarà tutt’altro che una passeggiata. Passano i minuti e divento sempre più pessimista. I miei criteri per stabilire la soglia tra un parcheggio decente e una sosta selvaggia mutano velocemente. Dopo tre giri dello stesso isolato vedo uno spazio tra il marciapiede, due motorini e la strada … sfido chiunque a definirlo un parcheggio! Dopo 20 minuti di ricerca, direi che è anche un super parcheggio.

Sono sollevato, e lo siete anche voi… perché finalmente possiamo lasciare la macchina e andare allo stadio. Scendiamo, prendiamo zaini, acqua, cappelli e tutto quanto e ci avviamo. Questo è il momento in cui mi rendo conto che ce l’abbiamo fatta.

Siamo eccitatissimi mentre ci avviciniamo allo stadio. Attraversiamo il ponte con tutte le bancarelle, di panini ma anche di sciarpe, cappelli, bandiere. un tripudio giallorosso. Arriviamo alla prima barriera per il controllo dei biglietti e poco dopo alla seconda. Il controllo degli zaini, le bottigliette da lasciare (ma abbiamo il the!). E finalmente saliamo le scale per entrare …

È bellissimo, di sera anche più delle altre volte. Quasi pieno, il colpo d’occhio è incredibile. Le squadre si scaldano sul campo. I tifosi del Chelsea sono nell’altra estremità della curva Nord. Di fronte a noi la Curva Sud. Ci avviciniamo ai nostri posti e finalmente ci sediamo. Mancano 20 minuti all’inizio. Mentre aspettiamo ci mangiamo il primo panino.

Lo speaker annuncia la formazione della Roma, accompagnato dagli olè che seguono ogni nome. E poi … ci siamo! Inizia il brivido con “Roma Roma Roma”, le squadre entrano e c’è l’inno della Champions. E poi è subito partita.

Si mette subito bene: magia di ElSha! Lo speaker annuncia il gol e ripete all’infinito il nome del Faraone, con l’eco di tutto lo stadio fino all’ultimo … EL-SHA-RA-WI!!!! Una bella partita (per noi), non mi sembra vero. Prima della fine del primo tempo un altro gol, sempre del Faraone, ci fa passare un bell’intervallo.

Tutto bene, tranne Elia che non si sente benissimo per una ventina di minuti. me lo metto vicino, stiamo abbracciati. Dopo un po’, complice un bel bicchierone di coca, le cose vanno meglio e poi arriva anche il 3-0 di Perotti. Incredibile.

Una partita stupenda, perfetta. Ci tengo troppo che finisca bene, perché questo ricordo rimanga indelebile per voi. Ci tengo così tanto che non ci credo fino a che non arriviamo proprio a ridosso del 90esimo. E poi al fischio finale sono quasi commosso. Cosa posso volere di più da una giornata così?

All’uscita ci togliamo anche lo sfizio di comprarci una bandiera alle bancarelle e ce ne andiamo a casa di nonna distrutti, ma felici. In macchina crollate presto, ma io guido felice, ascoltando i commenti alla radio, come se avessi la felicità materializzata dentro quella macchina.

Una giornata me-ra-vi-glio-sa per me, me la ricorderò per sempre. SEMPRE. Vi amo piccoli.

http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/10/31/news/roma_batte_chelsea-179907549/

La settimana in cui tutto ricomincia

Mi rendo conto che ogni anno la vita si ripete. Uguale a se stessa, o quasi. E se continuerò a tenere vivo questo blog, temo che mi troverò a condividere ciclicamente gli stessi pensieri. Già l’anno scorso avevo espresso sentimenti simili.

E così è anche questa volta. Ciò che sembra ripetersi uguale è l’inizio di un nuovo anno scolastico, che segna l’inizio di nuovi ritmi, ben diversi da quelli più rilassati che ti concede l’estate.

Le giornate hanno cominciato ad accorciarsi quando ancora eravamo immersi nell’estate e nella sua spensieratezza. Già da qualche sera stiamo cercando (invano) di abituare i bimbi a tornare ad andare a letto in orari decenti. Gli innumerevoli grest dei mesi scorsi sono alle spalle. La mattina bisogna uscire con la felpa. Davide (e anche io) ha già indossato gli scarpini di rugby, e in settimana prende il via anche il calcio per Leo ed Elia (nuova avventura per lui).

E soprattutto questa settimana ricomincia la scuola. Con tutto quello che significa.

Ma in realtà le cose non si ripetono mai esattamente uguali. Come mi ha insegnato un amico tempo fa, ogni volta che nella vita sembra che tutto si ripeta, in realtà la prospettiva non è mai la stessa. Come se si stesse salendo una spirale. Quando hai fatto tutto il giro e torni a vedere le stesse cose… in realtà ti rendi conto che sei salito di un piano e la visuale è quantomeno un po’ diversa.

E quest’anno è quanto mai evidente per noi, visto che inizia l’avventura delle scuole medie per il piccolo grande Leo. Mercoledì mattina, quando ci sarà il via per tutti e tre, ti dovrò accompagnare in questa nuova scuola, dove ci sarà una riunione che evidentemente servirà per istruirci su tutte le novità.. per voi ragazzi ma anche per noi genitori.

Sono emozionato. Una nuova scuola, nuovi compagni (anche se tanti li conosci già), nuovi professori. Non più Maestre ma Professori. Ricordo quando mi sono trovato io al tuo posto, alle medie come alle superiori. Ma anche tutte le altre situazioni in cui è cominciata una nuova avventura, un nuovo lavoro, una nuova squadra di calcio. Io e i cambiamenti non abbiamo mai avuto un impatto soft. Mi ci sono voluti 43 anni per iniziare a viverli un po’ diversamente, ma ancora mi provocano un certo brivido. Come è anche giusto che sia, la vita è anche (soprattutto?) emozione.

Forse sono emozionato più io di te, e un po’ preoccupato. Chissà se ti integrerai, se ti farai nuovi amici, se troverai qualcuno che ti darà fastidio o ti prenderà in giro. Tu che vivi un po’ nel tuo mondo, ancora un po’ (tanto) bambino. Pieno di affetto e di abbracci, di meraviglia e di curiosità, di pigrizia e di entusiasmo.

Certo che si, ti farai nuovi amici e ti farai amare da (quasi) tutti. Troverai chi ti romperà le scatole e ti starà antipatico, chi ti prenderà in giro. Com’è normale. Ma ti divertirai anche tanto e ti costruirai ricordi che rimarranno sempre dentro te. Avrai gioie e delusioni. L’importante sarà godere al massimo delle prime e imparare a gestire le seconde. Questo è il segreto della vita. Si perché diventerai “grande” in questa scuola e spero che io e Mamma saremo in grado di esserti sempre a fianco e darti l’aiuto che ti servirà, quando ti servirà. Non tanto nei compiti o nello studio, quanto piuttosto nell’aiutarti a diventare un … ragazzo. Sempre dal cuore pulito, ma anche con quella sicurezza e fiducia in te stesso e tutti gli altri strumenti che servono per affrontare pian piano la vita.

Insomma, sono partito dalla settimana dell’inizio della scuola, del cambio dei ritmi, del freddo che avanza … per finire con una riflessione su voi che crescete. In effetti però è così … piccoli cambiamenti stagionali che si uniscono a grandi cambiamenti della vita. Emozioni che si susseguono e che ti fanno svegliare un lunedì mattina di inizio settembre con un piccolo magone.

E poi ci sono anche gli altri due “piccoli” uomini, che anche loro iniziano questa settimana. Meno cambiamenti per voi… ma comunque sempre un nuovo inizio. Che non è mai banale.

Una rondine che diventa gabbiano, così fiero di se… con tutte le ragioni per esserlo. Aiuterai i passerotti a fare il loro percorso e a crescere come sei cresciuto tu. Ancora ricordo l’emozione del primo giorno. Nuova città, nuova scuola, nuova avventura… dal nido alla materna. E invece è andata alla grande. Sei stato bravo tu, siamo stati fortunati con la scuola, le Maestre, tutto quanto.

E non di meno Elia. Stai crescendo e si vede. Stai cambiando, riesci a domare meglio la tua carica di sensibilità e di emotività. Una grandissima risorsa, che ti farà essere una persona “unica” quando sarai più grande. Che ti fa già essere unico in mezzo ai tuoi fratelli, ma anche con i tuoi amici. Ma anche che ti genera qualche difficoltà a esprimere tutto te stesso con gli altri. Cavolo, mi rivedo tanto in te per questi aspetti. Anche se meno esplosivo, anche io sono come te. E perciò spero che tu impari prima di me a gestire queste cose. Intanto iniziamo questo nuovo giro della spirale e vedremo poi tra un anno quale sarà la nostra visuale.

In bocca la lupo “piccoli”! E in bocca al lupo anche a me e Mamma.

E ovviamente a tutti gli altri studenti e a tutti gli altri genitori per cui questa settimana rappresenta un nuovo inizio.

 

Biodiversità

Non so bene perché mi affascini in questo modo ogni tanto, ciclicamente, rendermi conto di quanto siete diversi tra voi. Agli antipodi per certe cose.

Forse è proprio una questione di biodiversità che, come Papà,  mi fa sentire più ricco nel poter godere di tante esperienze differenti.

Un po’ come è bello sapere che nel mondo esistono tantissime specie di animali, o di piante, differenti. E anche se sai che nella tua vita non potrai mai incontrali tutti, ti fa sentire più appagato.

Allo stesso modo mi piace (tanto) riconoscere tratti così diversi e distintivi in ciascuno di voi.

Leonardo da che mondo è mondo ti svegli all’alba. E non parlo di quando eri solo un poppante che si svegliava la notte per un pasto dovuto. Quello si concede a tutti. Mi riferisco alla tua vita di individuo che già era in grado di dormire tutta la notte. Ecco, per te il giorno inizia presto, fin da quando ti svegliavi e alzandoti sulle gambe ancora poco stabili, dentro al lettino, chiedevi << è giorno? >>… Ti alzi sempre presto, possono essere le 6 o le 6 e mezza o le 7, non importa che la sera prima tu sia andato a dormire presto o molto tardi. Magari ti metti sul divano a vedere la TV e poi ti addormenti li, ma per te, una volta sveglio, non è contemplata l’opzione di rimanere nel letto a goderti la consapevolezza di quanto sia dolce quell’alcova…

Elia sei l’ultimo che si alza, 9 volte su 10. Dormi di gusto, profondamente, la mattina. Non è nemmeno facilissimo svegliarti e si vede che sei proprio pesantemente affondato nel letto. Se non ti svegliamo rimani la abbastanza da suscitare le invidie di quasi qualsiasi adulto. Se poi non ci fossero i tuoi fratelli che una volta svegli non rimangono esattamente silenziosi, forse rimarresti ancora di più.

Davide, come per quasi tutte le cose, sei l’equilibrio tra gli estremi dei tuoi fratelli (chissà tra l’altro se questa cosa ha una spiegazione scientifica). Non hai la fregola di alzarti dal letto come Leo, però in genere lasci il tuo letto prima di quanto lo faccia Elia. In ogni caso non sei mai difficile da svegliare e soprattutto, un secondo e mezzo dopo esserti svegliato (o essere stato svegliato), sei già connesso col mondo. Spesso con un sorriso che ti accompagna, e che mi rallegra subito la giornata. Come si dice nel mondo della tecnologia (che è sempre più anche il vostro) … plug-and-play.

Leonardo ed Elia bevete solo acqua naturale (Elia forse in caso di emergenza bevi anche quella gassata, per Leo invece probabilmente è meglio la morte piuttosto che bere qualcosa di gassato). Davide solo acqua gassata. Leo niente bibite gassate. Davide ed Elia ad ettolitri (se poteste).

Leo rigorosamente pasta in bianco. Davide ed Elia rigorosamente al sugo. E poi qui entriamo in un mondo parallelo, quello dei gusti e delle abitudini alimentari, che è troppo vasto e complicato. Volendo generalizzare, Elia mangi di tutto, più o meno. E mangi come un camionista. Leo tu mangi poche cose e preferibilmente sempre le stesse (pasta in bianco, philadelphia, prosciutto cotto, uovo all’occhio di bue). Davide stai nel mezzo … mangi (poco) un po’ di tutto.

Leo leggi come se non ci fosse un domani. Tutto. Libri, che siano romanzi o enciclopedie, giornali da bambini e da adulti, settimana enigmistica… Sempre. Ovunque. Sembra che tu ti nutra di lettura e di cultura. Elia, leggi quasi solo sotto tortura… Davide ancora non classificabile… dobbiamo aspettare che impari a leggere. A tutti e tre però piace sentire raccontare le storie.

Leo non vuoi mai andare da nessuna parte quando ti proponiamo qualcosa di nuovo.Sei sempre refrattario. Che sia una gita allo zoo o al lago, che sia un giro in bici o un pranzo fuori. Sei legato alle tue cose, ai tuoi rituali, alle tue abitudini. E sei pigro! Però sei anche quello che poi, superato il muro iniziale, tende a immergersi di più nelle nuove esperienze e a viverle intensamente. Elia e Davide vi buttate molto più di Leo nelle cose nuove, e soprattutto non fate tutte le storie e le scene tragicomiche che fa lui. Poi magari però vi stufate più facilmente. Non so quali delle sue cose sia meglio (nel senso di meglio per voi… e anche più facile per noi) però sono entrambi aspetti interessanti del vostro carattere.

Elia fai fatica a mostrare i tuoi sentimenti, soprattutto la gioia. In questo un po’ mi ritrovo in te, e non solo in questo. Probabilmente è la tua timidezza. Ebbene si, timidezza. Nonostante sia forse l’ultimo dei sostantivi che si sarebbe portati ad associarti, vista la tua “vivacità”… e chiamiamola così. E invece penso che sia proprio una questione di timidezza, anche alla base proprio della tua vivacità e del tuo voler fare spesso un po’ il pagliaccio con comportamenti non proprio corretti. Anche se, devo anche dire, sei migliorato tantissimo nel corso del tempo (io e Mamma vogliamo illuderci che sia anche un po’ merito nostro), sia nel placare un pochino i tuoi comportamenti che, soprattutto, nel mostrare il tuo affetto. In realtà con me e Mamma lo fai abbastanza liberamente e sei molto molto dolce. Con gli altri diciamo che è stato necessario un po’ spingerti… e ancora qualche spinta servirà. Da questo punto di vista Leo, in particolare, ma anche Davidino, non hanno molte difficoltà e sono più espansivi, “attaccando bottone” più facilmente con le persone nuove. Leo in particolare sei straordinario in questo. Ricordo ancora qualche anno fa al mare quando in acqua, quando facevamo i bagni, diventavi amico di chiunque in circa 30 secondi. Non solo bambini, ma anche adulti. E dopo due minuti tutti già erano a conoscenza della storia della nostra vita.

Elia però tu sei quello che, seppure ti serva un po’ più di tempo per creare un rapporto, una comunicazione vera con qualcuno (di nuovo…. eccomi qua… siamo uguali), poi dai un valore a questa cosa e alla persona con cui l’hai instaurata. Ti affezioni in modo più profondo e diventi fedele e leale verso questo rapporto e la persona con cui l’hai stretto. Sei uno da amicizie selezionate e durature probabilmente. Mentre Leonardo il tuo impegno in questo senso è un pochino più volatile. Crei velocemente rapporti con tutti, ma poi (giustamente direi) non diventano tutti rapporti di un certo peso. Davide ancora sei piccolo e i tuoi rapporti sono ancora un pochino superficiali ma (l’ho già detto??) sembri essere anche qui il giusto mix tra i tuoi fratelli.

Poi quante altre cose vi contraddistinguono… magari più piccole …

Elia sei un fulmine a lavarti i denti (barando anche un po’….). Davide ci metti tantissimo e sei più meticoloso, Leo questa volta stai nel mezzo.

Elia non stai mai fermo, e Davide ti segue a ruota. Leo tu invece prenderesti volentieri la residenza sul divano … anche se da quando giochi a calcio qualche progresso l’hai fatto…. Ma ce l’hai proprio nel sangue il divano.

Elia ti lamenti poco quando ti fai male. Male davvero intendo, non per finta quando fate le scene durante la partite al parco. Soffri con dignità e forse è anche questa un’altra sfaccettatura della tua “compostezza” nel mostrare i sentimenti. Quando ti apristi il pollice a Gallipoli praticamente diventasti muto e non ti lamentasti per tutto il tempo, se non proprio finché ti mettevano i punti. E così accade più o meno sempre. Leo in pratica è il tuo opposto… sceneggiate melodrammatiche al minimo dolore. Davide non giudicabile… anche perché non vorrei ripetermi ;-).

Inutile dire che anche fisicamente siete molto diversi, ma è anche vero che avete età differenti. Comunque, tra chi è riccio e chi ha i capelli mossi, chi è castano e chi è biondo, che è super secco e chi meno … anche li abbiamo una bella varietà.

Per quanto diversi siate tuttavia, qualche tratto in comune ce l’avete…ma quella è un’altra storia.

Di certo in comune avete anche l’amore sconfinato mio e di Mamma.

Alla prossima storia.

Ciao, Papà.

Il calcio … all’improvviso

Ciao piccoli,

Non so esattamente cosa abbia fatto scatenare in voi questa passione improvvisa, che fatto irrompere prepotentemente il pallone da calcio in casa nostra.

Mi riferisco a Leo ed Elia soprattutto, visto che Davidino è ancora un po’ piccolo. Anche se come sempre vi segue a traino e anche lui conosce i nomi dei calciatori più famosi.

Sarà stata la sempre più “frequente frequentazione” con i vostri cugini (Tommy e Ale soprattutto) che sono sempre stati più calciofili. Sicuramente una parte importante l’ha avuta l’Europeo di Calcio che si è svolto quest’estate. E, perché no, anche la gita a Pinzolo a vedere la Roma in ritiro (peraltro, ora che siamo più vicini alle zone montane ci sarà più facile ripetere queste avventure).

Fatto sta che siete diventati una fonte inesauribile di domande (l’ultima stamattina prima che uscissi da casa… Leo: “Papà, cosa sono i terzini?”). Mentre fino a qualche mese fa il calcio vi sfiorava solo quando vedevo le partite della Roma in TV o quelle due volte che siamo andati allo stadio.

Leo, mi avrai fatto almeno 50 volte nelle ultime settimane la stessa domanda “Papà, secondo te chi è più forte, Messi o Ronaldo?”. E io a darti la stessa risposta… “Non c’è un più forte, è soggettivo. DIpende da chi giudica, bla bla bla…”

Messi e Ronaldo (Cristiano Ronaldo, anzi CR7)…

Sono i campioni per eccellenza di questo decennio e, pur non avendoli mai visti prima (“pensavo che Messi fosse più bello”), anche voi ne parlate come se li conosceste da vent’anni o come i commentatori delle partite alla TV.

E anche in casa nostra, come nel resto del mondo, si è creata la rivalità tra le due fazioni. Con il prevedibile Ronaldismo di Elia (forte, fiero, muscoloso, anche un po’ arrogante… non poteva essere altrimenti) e Leo che invece opta per Messi, vantandosi dei “5 palloni d’oro contre 3”. Tu, che fino a ieri non sapevi neanche cosa fosse il pallone d’oro… 😉

E poi le partite al parco con gli altri bimbi, o nel nostro giardino tra voi tre. A Ossenigo, sulla stradina davanti a casa. Coi cuginetti e qualche volta anche con me. Con tanto di squadre, formazioni dei campioni e (auto)telecronaca ad accompagnare le azioni.

“Io ho Sczeszny e Buffon come portieri, Pepe, Sergio Ramos e Manolas in difesa, Nainggolan e Pogba a centrocampa, Messi, Ronaldo, Suarez in attacco”

“No Buffon è mio, prenditi Courtois!”, “Mascherano è più forte di Pepe!”, “Papà, chi è il portiere più forte del mondo? Buffon o Neuer?”

E così via…

Con Leo che x il compleanno ha voluto la tuta della Roma, Elia con la maglia di Totti e Davidino anche lui vestito di giallorosso.

Non posso dire che mi dispiaccia.

Ho sempre seguito il calcio. Con tanta passione, ma mai con fanatismo. Ma mi fa piacere soprattutto vedervi appassionati a qualche cosa, tanto più che è qualcosa che ha sempre appassionato anche me.

Sperando che sappiate sempre coglierne solo il bello e lasciare da parte tutti quegli aspetti negativi che purtroppo accompagnano da sempre il calcio (fanatismo, violenza, maleducazione, ecc…) e che invece non si trovano in altri sporti, come per esempio il Rugby (di quest’altra “sorpresa” vi parlo a parte).

Non so quanto durerà. Forse per poco, forse per sempre. Poco importa. Non ho mai spinto perché giocaste a calcio o seguiste le partite alla TV. L’importante è che, calcio o no, troviate sempre qualcosa da seguire con passione.

Per ora mi godo il vostro appassionarvi a questo mondo, mi godo le tante domande che mi fate (si …mi piace tanto… anche quando faccio finta di essere stufo di sentire sempre le stesse domande).

Mi godo la passione comune per la Roma. Mi godo Elia che ad ogni partita mi chiede “ma quando entra Totti?”. Come se avesse vissuto tutti i 25 anni di carriera del Re di Roma, quando invece l’hai “appena intravisto”.

Mi godo come sempre l’essere il vostro Papà. Felice e fortunato di poter godere insieme a voi della vita e di condividere una parte del vostro cammino. Divertendoci insieme.

E sono eccitato, come voi, della partita di questa sera (Roma-Porto, playoff per entrare nella Champions League) che noi 4 andremo a vedere al Roma Club “Damiano Tommasi” di Verona. Sono eccitato per la partita. Sono eccitato di andare a vederla insieme a voi. Sono eccitato e felice perché so quanto voi siete eccitati.

Che bello! Vi amo, Papà.

 

IL GIORNO DOPO

Ahi ahi ahi …  dIre che ieri sera è andata male è dire poco…

Uno dei più grossi disastri e delle più grosse delusioni che mi ricordi.

Mi è dispiaciuto tanto soprattutto per la vostra delusione, che si sommava alla mia.

Però è stato bello comunque andare a vedere la partita insieme e speriamo che la prossima sia diversa….

Quel feeling di fine estate…

E’ solo il 22 Agosto e già avverto un quel clima nostalgico, un po’ malinconico ma allo stesso tempo sempre un po’ romantico, di fine estate.

Come quando da ragazzi le vacanze al mare finivano e dovevi lasciare le compagnie passeggere di una estate (o di qualche giorno) per tornare alle abitudini e alla quotidianità di sempre.

O, come nel mio caso, quando a fine agosto del 1995 mi separavo da colei che si sarebbe rivelata essere l’Amore della mia vita. Dopo nemmeno una settimana davvero memorabile spesa insieme, con lei e con tanti altri compagni di avventura, in quel di Rimini.

Insomma quel clima che porta un po’ di malinconia ma anche tanta carica e buoni propositi per il nuovo anno.

Si, il nuovo anno.

Per me è sempre stato questo il periodo, molto più che a Gennaio, a rappresentare il simbolo di un nuovo inizio.

Forse è qualcosa che si instaura dentro ai tempi della scuola. In fin dei conti, anche volendo tralasciare asilo nido e università, almeno 16 dei primi 20 anni della nostra vita sono scanditi dai ritmi scolastici, quando tutto ricomincia a settembre, proprio dopo le vacanze.

E devo dire che anche come genitore si sente indirettamente l’influenza di questo cadenzamento.

Non solo la scuola. E i nuovi libri da comprare, i compagni da re-incontrare, l’astuccio, lo zaino, ecc…

La nuova stagione sportiva, con gli allenamenti a scandire le settimane. Per me era il calcio, per i miei bimbi ora è il rugby.

La nuova stagione televisiva. Il nuovo campionato di Serie A.

Il fresco che torna e presto diventa freddo. E le domeniche a pranzo a mangiare i tortellini in brodo.

Insomma tutto si rimette in moto e riprende quella quotidianità che durerà per altri 9 mesi, senza più bagni al mare, senza più grest o domeniche in piscina.

Passando per un altro Halloween e un altro Natale, il Capodanno, San Valentino e la Pasqua.

Fino a che il tepore della primavera tornerà a farsi sentire inizierà a farci sognare le nuove vacanze.

Mi piace l’estate. Mi spiace che finisca.

Però mi piace questo periodo in cui ci si godono gli ultimi scampoli di “spensieratezza” e ci prepariamo a ricominciare!

 

Fai da te… che passione!

Finalmente è arrivato il giorno.

E’ passato quasi un anno da quando quei pallet sono entrati nel mio garage. Ancor prima avevano trovato alloggio temporaneo altrove, fin da quando andai a prenderli da un agricoltore nella bassa Veronese. Era l’estate scorsa (2015).

Eravamo nel mezzo del trasloco, che da Labico ci portava a Lugagnano, e del continuo su e giù.

Per lavoro. Per cercare casa. Per cercare le scuole. Per avviare la nostra nuova vita. In bilico tra Pescantina, Ponton e Lugagnano. Passando per Sommacampagna e il Lungadige.

Nel resto del tempo smontavamo mobili e … ricordi. Tanti ricordi. Ricordi di quello che era stato il nostro nido per quasi 11 anni. UNDICI.

E tre figli.

Nel mezzo di tutto questo, progettavo il nostro nuovo letto matrimoniale. Fatto di bancali. EPAL per la precisione.

Che entusiasmo, e quante idee! Supportato ovviamente dall’infinità di spunti che solo il web può darti.

Come sempre accade però, ogni idea o progetto evolve nel tempo e spesso assume forme diverse da quello che era il pensiero iniziale, quello che si era fatto spazio nel tuo cervello in qualche momento di particolare creatività…

Complici poi anche le opinioni della tua consorte (non vincolanti, per carità. … anche se …).

Allora “capisci” che forse i pallet non è il caso di usarli per il letto matrimoniale.

Del resto non è stato grazie a Lei che hai “capito” che Lugagnano era meglio di Ponton? (meno male….)

E del resto non è forse vero che:

Recentemente alcuni ricercatori hanno stabilito che 9 mariti su 10 concordano sul fatto che la moglie abbia sempre ragione… e del decimo si sono perse le tracce.

Allora vai con il nuovo progetto!

Non abbiamo forse comprato una bellissima cameretta usata con due soli letti? Non tornano i conti … e Davide?

Ma vieni!!!! A Davide ci penso io. Lascia fà! Nun te ‘mpiccià!

Pronti, via! In soli 8/9 mesi un nuovo lettino è bello che pronto.

Il mio primo riciclo!

Era il giorno del mio quarantesimo compleanno. Il mio fratellino mi portò a prendere un aperitivo in quel di Caprino…. mentre il resto della mia famiglia preparava i dettagli di una fantastica festa a sorpresa che si sarebbe svelata solo di li a poco.

Con uno spritz in mano (o era qualche bollicina?), ci siamo seduti al fresco degli 850 metri di Caprino, in piazza, al tramonto dopo una giornata torrida di metà agosto.

E’ li che ho visto questi originali divani fatti col pallet che mi hanno subito ispirato. La mia testa, tra un bicchiere e il successivo, ha cominciato a immaginare il progetto.

Pochi giorni dopo mi sono messo a esplorare il Web. Ho scoperto un mondo. Milioni di idee per riciclare pallet (e non solo) per creare arredi, per interno e per esterno. Alcuni bellissimi, alcuni un po’ meno. Un milione di idee hanno cominciato a frullarmi in testa. Con il piacere aggiunto di pensare di creare qualcosa di utile e bello spendendo poco e riciclando qualcosa di vecchio.

E mi sono quindi fatto una cultura anche sui pallet, rendendomi conto che ce ne sono di vari tipi. Ho optato per gli EPAL, che ho scoperto essere più robusti e regolari. Ne ho scoperto le misure (80×120) e ho iniziato a pensare come assemblarli.

Passo successivo: trovare i pallet usati.

Dopo diverse ricerche sempre sul web (eBay, Subito.it, Google, ecc…), li ho trovati casualmente tornando a casa dal lavoro nell’autunno dell’anno scorso. Una sera che il raccordo era intasato (stranamente!) ho deciso di uscire sull’Ardeatina per poi prendere via di Fioranello… poi Appia, ecc… fino alla sospirata meta (Labico). All’improvviso una visione… una montagna di bancali e un cartello “vendita pallet usati”. Ne prendo 5, selezionati, a 6 Euro l’uno e li carico sulla mia Polo.

Rimangono stipati fino a un mese fa quando finalmente mi viene l’ispirazione per mettermi all’opera. Da qui nasce la mia creatura. E’ la prima, c’è margine di miglioramento. Però, che soddisfazione!

E adesso avanti con altre idee…