Vin Brulè

INGREDIENTI

  • 1 l vino rosso
  • 10 chiodi di garofano
  • 2 stecche di cannella (lunghe quanto un vasetto)
  • 140 g zucchero (prova con anche un pochino meno)
  • La scorza di mezzo limone
  • La scorza di mezza arancia (facoltativa)

PREPARAZIONE

  1. Metti lo zucchero nel vino e mescola fino a farlo sciogliere
  2. Aggiungi il resto degli ingredienti
  3. Porta ad ebollizione
  4. Tieni ad ebollizione per qualche minuto per far evaporare l’alcool e ridurre un po’

Carta dei principi inviolabili

Non so quante volte mi sono reso conto che alcuni aspetti di me stesso non mi piacevano e mi sono riproposto di cambiarli. A volte con grande decisione, a volte meno. A volte addirittura con rabbia, a volte meno. A volte con successo, a volte meno.

Spesso (molto) rendendomi conto periodicamente di ripetere gli stessi errori.

Lo so è umano, non è pensabile ambire ad eliminare gli errori dalla propria vita. Tuttavia non credo questa posa essere una “scusa” per impigrirsi rispetto alla ricerca di migliorare se stessi.

Poiché un amico mi ha insegnato negli ultimi anni che scrivere le cose aiuta spesso a tenerle presenti, ho deciso che è arrivato il momento di farlo.

Perché non è più il tempo di PROVARE a cambiare le cose che non mi piacciono, ma è arrivato il tempo di CAMBIARLE.

Ecco qua la mia lista… che probabilmente aggiornerò giorno per giorno.

Come Padre e Compagno

  1. Non usare MAI la forza fisica (trova un gesto/parola che ti ricordi questo proposito, se aiuta allontanati nel momento in cui sei più nervoso e torna quando ti sei calmato).
  2. Non minacciare MAI di usare la forza fisica
  3. Non urlare MAI
  4. Non umiliare o “prendere in giro” MAI
  5. Sostituisci la parola punizione con la parola conseguenza
  6. Non minacciare conseguenze che non applicherai
  7. Abbi il coraggio di applicare le conseguenze che hai dichiarato. Se le elimini o le riduci, spiega bene il motivo
  8. Usa rinforzi rinforzi positivi sulle cose fatte bene o che inviti a fare bene, rispettivamente come gratificazione e come stimolo
  9. Non mischiare incoraggiamenti con correzioni, tipo “bravo ma…”. Dispensa incoraggiamenti subito dopo la “prestazione”, senza se e senza ma. Dai i consigli subito prima della prestazione successiva, magari ricordando le cose fatte meno bene l’ultima volta.
  10. Chiedi TUTTI i giorni come è andata la giornata
  11. Entra in casa SEMPRE con il sorriso
  12. Controlla tutte le sere diario per avvisi
  13. Controlla tutte le sere i compiti fatti
  14. ASCOLTA i tuoi bimbi, anche fosse solo per qualche minuto. Ascoltali suonare la chitarra, ascoltali mentre ti raccontano barzellette e freddure, ascoltali quando ti raccontano quello che gli piace, ascoltali quando ti raccontano il video che hanno visto su youtube, ascoltali quando ti raccontano cosa ha fatto Cristiano Ronaldo, ascoltali.
  15. Dai sempre il bacio della buonanotte, anche quando sei “arrabbiato”.
  16. fai il massimo per (scoprire e) assecondare le passioni dei tuoi bimbi.

Come uomo

  1. Non arrivare mai in ritardo, meglio in anticipo. Non ti annoierai, magari ne approfitti per fare altro, anche prenderti un aperitivo o una cosa al bar. O ti porti un libro da leggere o fai una passeggiata a guardare i negozi.
  2. Non aspettare che rimanga poco tempo per fare una cosa, in modo da sentire la pressione e avere lo stimolo solo allora. Fai le cose quando hai tanto tempo, considerando che se gli dedichi lo stesso tempo che avresti avuto alla fine, poi ti rimane spazio per altro. Il fatto che hai tanto tempo per fare una cosa non significa che lo devi spendere tutto per fare quella cosa. La pressione createla da solo, pensando che poi smarcata quella cosa ti resta il tempo per altro. Anche se le cose non vanno fatte frettolosamente, una cosa per essere fatta bene non deve necessariamente prendere tutto il tempo che potenzialmente avresti.
  3. Cerca di essere te stesso in ogni situazione, e non in funzione delle persone che hai davanti e di come credi che loro ti vedano. Il tuo te stesso è probabilmente un misto delle varie espressioni che escono quando sei in contesti differenti. Scegli il meglio da tutto e sii quello, senza farti influenzare o farti inibire dal contesto.

Quando lavori

  1. Non saltare da una cosa all’altra continuamente. Datti un tempo per rimanere concentrato su una cosa e un momento e un tempo per “monitorare” il resto (mail, social, altre cose che ti vengono in mente improvvisamente)

Coco… che emozione

Ieri sera siamo stati al cinema noi 5 insieme a Nonna e agli zii in una classica uscita da periodo delle feste.

Abbiamo visto Coco. Bellissimo. Davvero bellissimo. Divertente, intrigante, emozionante. Allegro, colorato, dolce, intenso, diverso.

Ci siamo emozionati tutti sul finale, anche Davide che, appena finito il film, eri forse quasi un po’ spiazzato dalla tua stessa emozione … finché ti sei sciolto prima con me e poi con Mamma, piangendo e stringendoti a noi.

Una emozione doppia per noi vedere te così piccolo e così capace di emozionarti davanti ad un film non banale.

Meglio di così….

Ho vissuto gioie più grandi nella vita, non c’è dubbio. Quando siete venuti al mondo per esempio, o il giorno che sposato Mamma. E, senza “scomodare” giornate così nobili, anche tante altre gioie regalate da momenti più “anonimi” rispetto a occasioni come quelle.

Tuttavia… le 12 ore che ho condiviso martedì scorso con voi due “grandi” sono state memorabili e le porterò con me per tutta la vita. Come immagino sarà anche per voi, che seppure quelli “grandi” … rimanete ancora “piccoli”. In quell’età in cui si formano quei ricordi che poi, col passare degli anni, acquisiscono quel non so che di fantastico.

Un’avventura straordinaria iniziata in realtà ben prima di quelle dodici ore, quando con un click su Internet, e qualche soldino ben speso, mi assicuro i biglietti per la nostra prima partita di Champions League. E che partita: Roma – Chelsea!

Poi il momento in cui vi ho detto che saremmo andati. La vostra gioia. Quella esplicita e trasparente di Leo, a volte anche straripante. Quella contenuta, anche un po’ mascherata di Elia.

L’attesa delle settimane e dei giorni precedenti, mentre ci avvicinavamo all’evento. Con la Roma che ci caricava ancora di più con il suo cammino entusiasmante, che ci faceva capire che quella che avremmo vista sarebbe stata una partita davvero importante e spettacolare.

Finalmente poi arriva il giorno. Avvisiamo che salterete gli allenamenti. <<Elia, ricordati di avvisare che oggi non vai al Collage>>, <<Leo, tu avvisa Marco che oggi non andrai a musica>>. Mamma ha già preparato ieri sera i vostri documenti e la valigia per la notte dai Nonni. La mattina al lavoro stampo i biglietti. Alle 12.45 prendo Elia a scuola, insieme andiamo a comprare il pane. Mamma ha già preso gli affettati. Pranziamo a casa e lasciamo pronto per Leo che arriverà alle 14. Intanto preparo i panini per il viaggio e per stasera. Chiudo la valigia e prepariamo lo zaino: the in cartone (così ce lo fanno entrare allo stadio), qualche merendina, le fonzies, due bottiglie di acqua (per il viaggio), i panini. Arriva Leo, mangia, si cambia e saliamo in macchina. Sessanta euro in tasca (per le emergenze), il pieno nella macchina, fatto la mattina prima di accompagnarvi a scuola.

Ore 14.30: si parte. Abbigliamento di ordinanza. Tuta della Roma, sciarpe, cappelli, magliette di Totti.

Il viaggio forse è la parte che più porterò con me. Tante chiacchiere. In serenità, parlando di tutto e di più. Vicino a me davanti, uno di voi a turno. Metà viaggio per ciascuno. L’occasione buona per parlare della scuola e di questo primo mese e mezzo, specialmente con Leo alle prese con la nuova avventura delle medie. Mi racconti tante cose, mi fa piacere. Del resto, fortunatamente sei sempre abbastanza trasparente e senza filtri, nel bene e nel male. Parliamo anche di calcio, quello che giocate a Lugagnano e quello che ci aspetta stasera all’Olimpico: Fantastichiamo sulle possibili combinazioni di classifica se stasera dovessimo vincere…

Giochiamo. Il gioco di indovinare un personaggio, che ripetiamo un sacco di volte. Uno pensa ad un personaggio, gli altri devono indovinare facendogli delle domande, cui si può rispondere solo si o no. Lo facciamo sempre in macchina, nei viaggi lunghi. Anche con Mamma e Davide. Ma oggi siamo solo noi tre, e questo mi piace molto. Si è creata una certa di intimità.

A Montepulciano la sosta nell’autogrill che tanto vi piace, dove c’è la macchina del caffè. Cioccolato caldo per Elia, “latte” per Leo, Caffè alla nocciola per me (buono!). Ma dobbiamo fare presto perché siamo stretti con i tempi. Si riparte, ore 17.30, manca circa un’ora a Roma Nord. Si sta facendo buio. Ogni tanto guardiamo il cielo che si è colorato di rosso e le nuvole, per indovinarne le forme.

Roma Nord. Si comincia a respirare l’aria della Capitale. Ogni volta che ci torno mi si riaccende un pezzo di cuore e ho quella bella sensazione di sentirmi di nuovo a casa. In 10 minuti siamo sul raccordo. Sono quasi le 19. L’impatto col GRA mi ricorda che la lotta per la “sopravvivenza” la fa da padrona nel traffico e devo schivare una macchina che azzarda una manovra diciamo … “audace”. Google Map è un intreccio di righe rosse e arancioni e ci dice che saremo all’Olimpico intorno alle 19.30.

Passano i minuti e ci avviciniamo, ma il navigatore dice che il tempo per raggiungere la nostra meta aumenta invece che diminuire… Questo vi fa ridere. Maciniamo la strada che rimane e pian piano ci siamo. Sono da poco passate le 19.30 e in effetti tutto intorno a noi c’è gente bardata di giallorosso che cammina verso un’unica direzione, quella illuminata dai riflettori, che ci fanno capire che siamo arrivati. L’emozione è sempre più viva, siamo sempre più vicini alla meta.

Ci rimane “solo” da trovare un parcheggio. Ma presto mi rendo conto che sarà tutt’altro che una passeggiata. Passano i minuti e divento sempre più pessimista. I miei criteri per stabilire la soglia tra un parcheggio decente e una sosta selvaggia mutano velocemente. Dopo tre giri dello stesso isolato vedo uno spazio tra il marciapiede, due motorini e la strada … sfido chiunque a definirlo un parcheggio! Dopo 20 minuti di ricerca, direi che è anche un super parcheggio.

Sono sollevato, e lo siete anche voi… perché finalmente possiamo lasciare la macchina e andare allo stadio. Scendiamo, prendiamo zaini, acqua, cappelli e tutto quanto e ci avviamo. Questo è il momento in cui mi rendo conto che ce l’abbiamo fatta.

Siamo eccitatissimi mentre ci avviciniamo allo stadio. Attraversiamo il ponte con tutte le bancarelle, di panini ma anche di sciarpe, cappelli, bandiere. un tripudio giallorosso. Arriviamo alla prima barriera per il controllo dei biglietti e poco dopo alla seconda. Il controllo degli zaini, le bottigliette da lasciare (ma abbiamo il the!). E finalmente saliamo le scale per entrare …

È bellissimo, di sera anche più delle altre volte. Quasi pieno, il colpo d’occhio è incredibile. Le squadre si scaldano sul campo. I tifosi del Chelsea sono nell’altra estremità della curva Nord. Di fronte a noi la Curva Sud. Ci avviciniamo ai nostri posti e finalmente ci sediamo. Mancano 20 minuti all’inizio. Mentre aspettiamo ci mangiamo il primo panino.

Lo speaker annuncia la formazione della Roma, accompagnato dagli olè che seguono ogni nome. E poi … ci siamo! Inizia il brivido con “Roma Roma Roma”, le squadre entrano e c’è l’inno della Champions. E poi è subito partita.

Si mette subito bene: magia di ElSha! Lo speaker annuncia il gol e ripete all’infinito il nome del Faraone, con l’eco di tutto lo stadio fino all’ultimo … EL-SHA-RA-WI!!!! Una bella partita (per noi), non mi sembra vero. Prima della fine del primo tempo un altro gol, sempre del Faraone, ci fa passare un bell’intervallo.

Tutto bene, tranne Elia che non si sente benissimo per una ventina di minuti. me lo metto vicino, stiamo abbracciati. Dopo un po’, complice un bel bicchierone di coca, le cose vanno meglio e poi arriva anche il 3-0 di Perotti. Incredibile.

Una partita stupenda, perfetta. Ci tengo troppo che finisca bene, perché questo ricordo rimanga indelebile per voi. Ci tengo così tanto che non ci credo fino a che non arriviamo proprio a ridosso del 90esimo. E poi al fischio finale sono quasi commosso. Cosa posso volere di più da una giornata così?

All’uscita ci togliamo anche lo sfizio di comprarci una bandiera alle bancarelle e ce ne andiamo a casa di nonna distrutti, ma felici. In macchina crollate presto, ma io guido felice, ascoltando i commenti alla radio, come se avessi la felicità materializzata dentro quella macchina.

Una giornata me-ra-vi-glio-sa per me, me la ricorderò per sempre. SEMPRE. Vi amo piccoli.

http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/10/31/news/roma_batte_chelsea-179907549/