La settimana in cui tutto ricomincia

Mi rendo conto che ogni anno la vita si ripete. Uguale a se stessa, o quasi. E se continuerò a tenere vivo questo blog, temo che mi troverò a condividere ciclicamente gli stessi pensieri. Già l’anno scorso avevo espresso sentimenti simili.

E così è anche questa volta. Ciò che sembra ripetersi uguale è l’inizio di un nuovo anno scolastico, che segna l’inizio di nuovi ritmi, ben diversi da quelli più rilassati che ti concede l’estate.

Le giornate hanno cominciato ad accorciarsi quando ancora eravamo immersi nell’estate e nella sua spensieratezza. Già da qualche sera stiamo cercando (invano) di abituare i bimbi a tornare ad andare a letto in orari decenti. Gli innumerevoli grest dei mesi scorsi sono alle spalle. La mattina bisogna uscire con la felpa. Davide (e anche io) ha già indossato gli scarpini di rugby, e in settimana prende il via anche il calcio per Leo ed Elia (nuova avventura per lui).

E soprattutto questa settimana ricomincia la scuola. Con tutto quello che significa.

Ma in realtà le cose non si ripetono mai esattamente uguali. Come mi ha insegnato un amico tempo fa, ogni volta che nella vita sembra che tutto si ripeta, in realtà la prospettiva non è mai la stessa. Come se si stesse salendo una spirale. Quando hai fatto tutto il giro e torni a vedere le stesse cose… in realtà ti rendi conto che sei salito di un piano e la visuale è quantomeno un po’ diversa.

E quest’anno è quanto mai evidente per noi, visto che inizia l’avventura delle scuole medie per il piccolo grande Leo. Mercoledì mattina, quando ci sarà il via per tutti e tre, ti dovrò accompagnare in questa nuova scuola, dove ci sarà una riunione che evidentemente servirà per istruirci su tutte le novità.. per voi ragazzi ma anche per noi genitori.

Sono emozionato. Una nuova scuola, nuovi compagni (anche se tanti li conosci già), nuovi professori. Non più Maestre ma Professori. Ricordo quando mi sono trovato io al tuo posto, alle medie come alle superiori. Ma anche tutte le altre situazioni in cui è cominciata una nuova avventura, un nuovo lavoro, una nuova squadra di calcio. Io e i cambiamenti non abbiamo mai avuto un impatto soft. Mi ci sono voluti 43 anni per iniziare a viverli un po’ diversamente, ma ancora mi provocano un certo brivido. Come è anche giusto che sia, la vita è anche (soprattutto?) emozione.

Forse sono emozionato più io di te, e un po’ preoccupato. Chissà se ti integrerai, se ti farai nuovi amici, se troverai qualcuno che ti darà fastidio o ti prenderà in giro. Tu che vivi un po’ nel tuo mondo, ancora un po’ (tanto) bambino. Pieno di affetto e di abbracci, di meraviglia e di curiosità, di pigrizia e di entusiasmo.

Certo che si, ti farai nuovi amici e ti farai amare da (quasi) tutti. Troverai chi ti romperà le scatole e ti starà antipatico, chi ti prenderà in giro. Com’è normale. Ma ti divertirai anche tanto e ti costruirai ricordi che rimarranno sempre dentro te. Avrai gioie e delusioni. L’importante sarà godere al massimo delle prime e imparare a gestire le seconde. Questo è il segreto della vita. Si perché diventerai “grande” in questa scuola e spero che io e Mamma saremo in grado di esserti sempre a fianco e darti l’aiuto che ti servirà, quando ti servirà. Non tanto nei compiti o nello studio, quanto piuttosto nell’aiutarti a diventare un … ragazzo. Sempre dal cuore pulito, ma anche con quella sicurezza e fiducia in te stesso e tutti gli altri strumenti che servono per affrontare pian piano la vita.

Insomma, sono partito dalla settimana dell’inizio della scuola, del cambio dei ritmi, del freddo che avanza … per finire con una riflessione su voi che crescete. In effetti però è così … piccoli cambiamenti stagionali che si uniscono a grandi cambiamenti della vita. Emozioni che si susseguono e che ti fanno svegliare un lunedì mattina di inizio settembre con un piccolo magone.

E poi ci sono anche gli altri due “piccoli” uomini, che anche loro iniziano questa settimana. Meno cambiamenti per voi… ma comunque sempre un nuovo inizio. Che non è mai banale.

Una rondine che diventa gabbiano, così fiero di se… con tutte le ragioni per esserlo. Aiuterai i passerotti a fare il loro percorso e a crescere come sei cresciuto tu. Ancora ricordo l’emozione del primo giorno. Nuova città, nuova scuola, nuova avventura… dal nido alla materna. E invece è andata alla grande. Sei stato bravo tu, siamo stati fortunati con la scuola, le Maestre, tutto quanto.

E non di meno Elia. Stai crescendo e si vede. Stai cambiando, riesci a domare meglio la tua carica di sensibilità e di emotività. Una grandissima risorsa, che ti farà essere una persona “unica” quando sarai più grande. Che ti fa già essere unico in mezzo ai tuoi fratelli, ma anche con i tuoi amici. Ma anche che ti genera qualche difficoltà a esprimere tutto te stesso con gli altri. Cavolo, mi rivedo tanto in te per questi aspetti. Anche se meno esplosivo, anche io sono come te. E perciò spero che tu impari prima di me a gestire queste cose. Intanto iniziamo questo nuovo giro della spirale e vedremo poi tra un anno quale sarà la nostra visuale.

In bocca la lupo “piccoli”! E in bocca al lupo anche a me e Mamma.

E ovviamente a tutti gli altri studenti e a tutti gli altri genitori per cui questa settimana rappresenta un nuovo inizio.

 

Ritorno a Montesilvano

Una vacanza bellissima. Quella di questa estate, due settimane in quel di Montesilvano. Non i Caraibi (mai visti da vicino), non le Maldive (abbiamo visto solo quelle del Salento), neanche il Salento. Niente di tutto questo. Eppure è stata una vacanza meravigliosa per me. E secondo me anche per voi.

Sarà che siamo affettivamente legati alle spiagge di Montesilvano, e in particolare al Lido Sabbia D’Oro, dove abbiamo speso alcune delle vostre prime estati.

Sarà che la spiaggia e il mare sono l’ideale per i bambini (e non solo). Tanta sabbia fina e dorata. L’acqua che scende piano piano e lascia la possibilità di giocare e nuotare in tranquillità anche quando ci sono bimbi piccoli, come eravate e come ancora in parte siete…

Sarà quel che sarà, ma mi è piaciuta tantissimo.

Una vacanza intensissima. Che abbiamo vissuto godendo al massimo del mare e godendo al massimo di noi, reciprocamente.

Le giornate in spiaggia erano senza tregua.

I bagni, infiniti, a fare di tutto. A saltare sui cavalloni quando il mare era agitato e a fare i giri attorno agli scogli quando era tranquillo. Io che nuoto e trascino il materassino o la tavola con Davide e Elia. Voi un po’ impauriti ma anche eccitati. E poi Elia che si immerge dove non tocca che mi chiede di spingerlo giù con la mia manona sulla sua testa, per vedere quanto è alta l’acqua e se riesce a toccare. E poi … acchiappa la chiappa! Quanto mi sono divertito a pizzicarvi le chiappette a quel ritornello…

Le partite a bocce. Tra voi… con me… con i Nonni… con i vicini di ombrellone. E con un’unica costante… i litigi. Perché chi perde si arrabbia e non ci sta. Con Davide più agguerrito di tutti. Anzi … due costanti … mettiamoci anche gli imbrogli, sempre di Davide, ma anche di Elia.

Le partite a calcio e quelle a racchettoni, sempre con Elia e Davide (e Mamma). A proposito Leo… ma tu c’eri?

Certo che c’eri. Perso per ore e ore sugli scogli a cercare granchi, pelose, gamberetti, paguri. Con il tuo retino, a farti amici e ad aspettare assieme a loro con pazienza  che qualche animaletto si facesse vivo. Un po’ come i pensionati che guardano i cantieri. Come dimenticare quell’ultimo giorno in cui con l’aiuto di un po’ di alici (prese grazie alla tua insistenza) abbiamo fatto razzia di granchi? Che soddisfazione è stata pescare insieme a te e vederti così soddisfatto. Ed essere fiero di te e della tua perseveranza, e ammirato della forza delle tue passioni e dell’insistenza a volerle seguire. Imparo tanto da te, mi trasmetti l’entusiasmo. Mi è piaciuto andare insieme a te al negozio di pesca e aspettare quasi un’ora, ascoltando consigli di pesca che il proprietario dava ad un altro papà e (improbabile) pescatore. Per arrivare infine a farci spiegare come costruire il nostro strumento per prendere i granchi. Che non è servito a molto… ma è stato bello condividere quel tempo con te e poi prepararci per la pesca “grossa”.

E poi le piste delle biglie che mi hanno portato indietro di qualche decina di anni. E’ stata una bella idea quella di prendere le biglie (quelle di plastica con le foto dei ciclisti). Non sapevo se poi le avremmo usate veramente…  Ma poi la pista quotidiana è diventata presto un abitudine. Quella delle 6 e mezza, sette, della sera, Quando il sole stava calando e non mi cuocevo a creare una pista sempre diversa, con voi intorno, un po’ a collaborare e un po’ a disturbare. E poi a giocare tutti e quattro. Con Mamma a guardarci. Agguerriti come non mai, a litigare come sempre. Però si vedeva che vi piaceva tanto e automaticamente piaceva tantissimo anche a me.

Le granite, con il carrettino che si preannunciava col fischietto. I bomboloni o le ciambelle di cui abbiamo scoperto quanto è goloso Davide. I gelati. Gli aperitivi al bar della spiaggia, e non solo. Le pizzette, bianche e rosse, sempre al bar della spiaggia.

Le passeggiate per andare e tornare dalla spiaggia, insieme, a chiacchierare, qualche volta deviando per recuperare la Gazzetta in edicola. La Gazzetta, un’altra grande passione di Leo, appassionato teorico del calcio. Sempre pronto ad entusiasmarsi al possibile nuovo acquisto della Roma. Un’altra passione che condividiamo e che mi piace tanto vedere in te. E in tutti voi.

I castelli di sabbia, un po’ meno degli altri anni, ma sempre presenti.

Le gite al Parco della Majella per fare i percorsi avventura. Vi è piaciuto tanto la prima volta che siamo “dovuti” tornare, sacrificando la gita sul Gran Sasso che anche mi sarebbe piaciuto tanto fare insieme a voi. Due giornate bellissime, una con i Nonni e una con Mamma. Leo ed Elia sui percorsi dei grandi, Davidino per la prima volta su quella dei piccoli. E anche io e Mamma ci siamo cimentati e ci siamo divertiti. che bello!

La passeggiata a Pescara in un pomeriggio di nuvole e qualche goccia di pioggia. Per finire con l’aperitivo tutti e 5 seduti al bancone del bar e (quasi) tutti con un bicchiere in mano. A sgranocchiare noccioline e patatine … un po’ stantie.

E poi … tante tante cose. tanto che la sera arrivavamo cotti a puntino e dopo la cena non avevamo la forza neanche di andare a mangiare un gelato. Pieni di stanchezza, ma anche dei divertimenti e del godimento delle giornate.

Sono stato bene bene bene. Mi sono riempito il cuore e la mente di momenti di tanta felicità, che alimenteranno i miei ricordi futuri.

Vi amo. Papà.

Proposito del giorno

Spesso non scrivo nulla su questo blog perché vorrei scrivere tutto quello che accade e non mi sento mai pronto perché non c’è mai tempo. E va a finire che tante cose rimangono solo nella mia testa.

Quindi da domani, anzi oggi, scriverò spesso, anche poco ma magari tutti i giorni. Perché è  così che bisogna fare.

Per arrivare alla meta bisogna comunque mettere un passo dopo l’altro. Meglio un passo che rimanere fermi.

Ciao